La Tailandia si pronuncia su ICO e criptovalute – NovaMining Italia – Medium

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Lo scorso 14 maggio 2018, il governo tailandese si esprime attraverso un decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (Royal Gazette), in merito alle criptovalute definendole come: “asset digitali e tokens digitali”.

Insieme alla Thai Security Exchange Commission (SEC), si è trovato il giusto equilibrio per la convivenza delle nuove tecnologie con il tradizionale mercato finanziario.

Thawatchai Kiatkwankul

Il direttore della divisione finanza aziendale della SEC, Thawatchai Kiatkwankul, dichiara che poiché i progetti ICO hanno un potenziale di crescita, la SEC si prepara a espandere e combinare la sua unità per la registrazione delle ICO con le offerte pubbliche iniziali (IPO), assumendo più reclute per soddisfare la domanda del mercato.

Thawatchai afferma:

“I progetti che possono essere [facilmente controllati] e hanno attributi commerciali ad essi collegati saranno presi in considerazione per la raccolta di fondi”.

Il Ministro delle Finanze, Apisak Tantivorawrong, dichiara la sua posizione in armonia con tutti i paesi della SEC tailandese, che supportano quelle ICO che sono regolamentate come da decreto.

Ecco alcuni punti chiave menzionati da Bangkok Post:

  • tutti i partecipanti al mercato, compresi gli emittenti ICO, le borse digitali, i broker e i concessionari coinvolti in transazioni di beni digitali, sono tenuti a registrarsi presso la SEC entro 90 giorni dalla data effettiva.
  • I partecipanti devono inoltre ricevere l’approvazione del Ministero delle Finanze per impegnarsi nel settore dei beni digitali.
  • Ogni ICO può essere offerta a investitori istituzionali e ad altissimo valore netto ed a un investimento illimitato, ma il tetto massimo per i singoli investitori al dettaglio non deve superare i 300.000 bath (circa 9.000$) per progetto ICO, o non oltre il 70% del valore dei token offerti.
  • il mancato rispetto di questo comporta una penalità fino al doppio del valore della transazione digitale non autorizzata, o almeno 500.000 baht (circa 15.700$). Anche i venditori non conformi potrebbero essere condannati a una pena detentiva fino a due anni.
  • Le transazioni di beni digitali saranno soggette a una ritenuta alla fonte del 15% sulle plusvalenze, se vi è un profitto.

Al momento, ci sono molte società che manifestano interesse a richiedere licenze di beni digitali, tra cui emittenti ICO, portali ICO (circa sette società) e cripto-scambi (circa 10 società).

Pattera Dilokrungthirapop

Anche la ASCO (Association of Securities Companies) sta valutando di stabilire un Exchange di criptovalute insieme alle società di titoli e prevede di richiedere una licenza operativa alla SEC.
La presidentessa ASCO, Pattera Dilokrungthirapop, dichiara infatti come segue:

“Siamo fiduciosi che gli investitori preferiranno negoziare con noi, dal momento che siamo stati nel commercio di titoli per un lungo periodo. Gli investitori possono fidarsi del nostro sistema di trading, che ha garantito la conservazione degli asset”

In base a una licenza commerciale per titoli, le società di intermediazione mobiliare possono gestire alcune attività digitali, tra cui diventare rivenditori e intermediari di attività digitali, oltre a gestire e-wallet con token digitali.

Infine, entro fine mese di Luglio, si prospetta che la SEC approvi 5 ICO su 50 progetti preposti.

In conclusione, dopo un lungo dibattito in merito al riconoscimento legislativo e regolamentare di tutti gli strumenti digitali che le nuove tecnologie hanno sollevato a livello globale, il regime tailandese si dichiara finalmente proattivo.

L’armonia del tradizionale e del digitale, regolamentando limiti e presupposti con lo scopo di salvaguardare il mercato da eventuali truffe, è stata la risposta.

CREDITI

Questo articolo è stato scritto da Stefania Stimolo per NovaMining Italia.

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